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Diario
1 agosto 2008
AUDAX EDITRICE
Emanuele Franz è lieto di annunciare a tutti che da pochissimo è stata fondata la casa editrice Audax. La peculiarità delle edizioni Audax è chei libri vengono rilegati a mano con metodi artigianali e artistici senza alcun ricorso a tipografie e a mezzi meccanici. Visita il sito Audax Editrice di Emanuele Franz su:
www.audaxeditrice.com
| inviato da emanuelefranz il 1/8/2008 alle 21:5 | |
17 marzo 2008
Nuovo romanzo di Emanuele Franz
Emanuele Franz
Guglielmo e Amanda
Romanzo e-pistolare
ISBN 9788851714369
Sigla: MEF – L'Autore Libri Firenze
Collana: Biblioteca 80 - Narratori
Genere: Romanzo
Formato: 8°, cm 12x20
Pagine: 132
Prezzo: Euro 12,30
Edizione: Prima
Volumi: 1
Confezione: Brossura cucita
Descrizione
Storia di un incontro in rete
Guglielmo, un ragazzo inquieto, apparentemente normale, ma nel profondo sempre e costantemente afflitto, alla ricerca d’altro, di un ulteriore significato nelle cose. Amanda, come lui, è tragicamente commossa dalla ricerca di un senso che vada al di là della superficie, della banalità quotidiana. Amanda e Guglielmo: due anime si incontrano in rete, iniziano un intenso rapporto per mail e, al di là della passione momentanea, tramano e costruiscono quella complicità occulta e segreta che dovrà portarli alla verità delle cose, alla vera essenza della vita.
Lettori
Libro per tutti. In particolare rivolto ad un pubblico giovane.
Biografia dell'Autore
Emanuele Franz vive a Moggio Udinese. Ha pubblicato Noumenologia e Noetica dell’amore. Dialogo filosofico nell’antica Atlantide.
Recensioni - Altre notizie
In aggiornamento.
| inviato da emanuelefranz il 17/3/2008 alle 16:20 | |
24 luglio 2007
Per una introduzione alla Filosofia negli scacchi
TRATTO DAL LIBRO:"NOUMENOLOGIA"e pubblicato anche sulla rivista "Diogene.Filosofare oggi" nel numero 6, dicembre 2006.
Il gioco degli scacchi nel corso della
storia e` stato preso in esame sotto diversi punti di vista ed e` stato
analizzato sotto molteplici prospettive. La storia, la psicologia e la
tecnica del gioco hanno un influenza veramente determinante nella
bibliografia scacchistica esistente. Le discipline piu` disparate hanno
avuto pregio di accostarsi a questo secolare gioco. Ma per quanto questo
gioco possa aver contribuito allo sviluppo di una concezione del mondo , a
un modo di intendere la vita e l'universo, difficile mi e` pensare che in
passato si sia data forma ad una vera e propria filosofia degli scacchi.
Indubitabile e` che nella storia del pensiero ci siano stati filosofi che
hanno preso in esame nel loro sistema il concetto di gioco.

| Uno per tutti
fu innegabilmente Nietzsche che, trasfigurando il mondo in un fenomeno
estetico, sublima l'esistenza in un mistico gioco dionisiaco.Il mondo per
egli e` infatti frutto dell'eterno e giocoso scontro fra la forma
apollinea e l'ebrezza dionisiaca. Ma avendo dato fondamento filosofico al
concetto di gioco, e` possibile ora come ora fondare una filosofia degli
scacchi? Qualora fosse possibile queste righe non si propongono di farlo.
Bensi` la loro esistenza si finalizza al dar luogo a un'evidenza.
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Mi
propongo infatti di render evidente e di sottolineare quali e quante
tematiche filosofiche possono originarsi da una riflessione sul gioco
degli scacchi. Iniziando un tal discorso non posso evitare di parlare di
Eraclito. Si osservi il seguente aforisma:
" L' eternita` e` un
fanciullo che gioca, muovendo i pezzi sulla scacchiera: di un fanciullo e`
il regno." ( Eraclito frammento 123 )
L'osservazione porta con se` un
impressione iniziale. Da questa sorge immediatamente l'implicazione. In
essa son presenti concetti famigliari ad ogni filosofia. Ordine,
possibilita`, necessita`…arbitrio. Lo spazio cosmico si eleva a
scacchiera, ogni singola esistenza si riduce ad una partita fra le tante.
Lo spazio nella sua totalita` e` dato e` dato dalla somma di ogni spazio
singolare. La scacchiera universale e` l'apoteosi di tutte le partite
giocabili. Il divenire e` un gioco, un eterno gioco dove nulla permane se
non il tutto stesso. Ma invito il lettore a notare la sottigliezza di tali
osservazioni. Se la scacchiera e la partita sono per eccellenza sinonimo
di ordine, di calcolo, perche` il regno e` di un fanciullo? Chi e` questo
simbolo eterno di questo eterno girare della ruota? Perche` proprio un
fanciullo, che palesemente non ancora ha il calcolo e la ragione per
giocare?
Eraclito fu sapiente per eccellenza e non a caso usa tale
aforisma per indicarci una grande verita`. L'ordine, la ragione, il
calcolo, sono il prodotto di forze naturali ancor piu` originarie. Il
fanciullo e` simbolo portatore di questa forza prerazionale. Egli
identifica lo spirito creatore del gioco del cosmo con le forze
irrazionali della natura. Ebbene l'ordine e` semplice illusione in quanto
esso e` un momento del tutto. E` solo una fra le infinite configurazioni e
possibilita` che il seno della natura puo` dare.
Da questo Nietzsche
fu portato a concludere che l'apollineo e` solo un momento del dionisiaco.
Ma, a questo punto, se la partita che stiamo noi giocando e` solo un
istante , se siamo convinti che il nostro freddo calcolo, il nostro
meticoloso ordine programmatore, ci porti alla vittoria, ignari della
nostra illusione, ignari che sia solo un punto nell'arco del tutto, siamo
veramente noi a vincere? Se d'un tratto ci rendiamo conto che l'esito
della partita era gia` scritto, perche` nell'infinita` delle possibili
partite deve esserci necessariamente anche la nostra, abbiam giocato noi o
siamo stati giocati?
Ma c'e` qalcosa che non torna, qualche elemento che
abbiamo trascurato. Una premessa data per scontata. Chi l'ha mai detto che
il numero delle partite possibili e` un numero infinito? Perche` se cosi`
non fosse, nell'infinita` del tempo saremmo costretti a rigiocare una
partita. Ma allora chi ci da` la sicurezza che la partita che stiamo
giocando non l'abbiam mai giocata?
Ma proseguiamo nel nostro discorso. Un
computer e` in grado di calcolare milioni di mosse possibili in pochi
minuti, migliaia di combinazioni e di possibili sviluppi ed esiti della
partita. Mentre un uomo pensa una manciata di decine di mosse. Ma perche`
vince l'uomo e non il computer? Evidentemente perche` l'uomo fa la mossa
giusta. Ma ora sorge spontaneo pensare che nel concetto di " mossa giusta"
ci sia qualcosa che abbia poco a che fare con il calcolo. Nella psicologia
del gioco vi e` chiaramente un aspetto irrazionale, metalogico. Come fa un
giocatore a sapere qual'e` la mossa giusta? Mi permetto l'audacia di
sostenere questa tesi: se il numero delle partite possibili e` un numero
finito mi induco a pensare che nell'infinita` del percorso che la
coscienza deve fare fra un ciclo di esistenza e l'altra essa abbia gia`
giocato tutte le partite possibili.
E` chiaro allora che un giocatore
vince non perche` un calcolo lo porta alla mossa giusta ma perche` ricorda
aver gia` fatto quella mossa. Ecco quel che si potrebbe chiamare
l'anamnesi scacchistica. Che Platone giocasse a scacchi? Ma questa e` solo
una spiegazione. L'altra potrebbe cosi` darsi: che essendo infinito il
numero delle partite comunque la vittoria abbia poco a che fare con il
calcolo e che la coscienza del giocatore attinga all'infinito, tramite
l'ispirazione alla mossa giusta, che , ripeto, ha a che vedere con
qualcosa di non logico.
Si e` detto che l'ordine e la ragione di una
singola partita si mutano in illusioni se considerate in relazione
all'irrazionalita` del tutto. L'illusione e` un concetto che si accosta
inevitabilmente al rapporto fra verita` e menzogna. Se la partita e` un
gioco di illusioni, strategia e tattica di gioco sono illusioni che
trasformano il giocatore in un ingannatore. Vince che sa mentire meglio.
La vittoria e` in mano al giocatore che sa indurre al concorrente una
strategia che in realta` non ha.
La scacchiera in questo modo diventa un
palcoscenico, i giocatori degli attori. L' aspetto simultativo del gioco
porta con se una ramificazione di concetti che producono spunti di
riflessione formidabili. Simulazioni concentriche e intersoggettivita`
all'interno di altri soggetti fanno credere che vinca che sa mentire
meglio. Vince chi e` in grado di fornire immagini false di se`. Inganni
strategici, vendette, sacrifici, verita` trasformate in menzogna fanno del
giocatore un abile regista e attore al tempo stesso.
Ma vorrei fare ora
delle osservazioni su alcuni aspetti mistici del gioco degli scacchi. La
mistica degli scacchi puo` essere gia` indotta dai pochi elementi
riflessivi di cui abbiamo accennato sopra. Ma vorrei renderli espliciti.
Quando ci si chiede se lo scopo del gioco e` realmente vincere, oppure ci
interroghiamo sul fatto se siamo noi a giocare oppure no e d'altra parte
ci chiediamo cos'e` la scelta, perche` quella scelta e non un'altra, stamo
discutendo su di un aspetto metascacchistico.
Non voglio certo trarre
nessun genere di conclusione, non e` lo scopo di questo scritto, ma mi
permetto di lanciare il seme di nuove fertili riflessioni. Che ruolo hanno
la predestinazione alla vittoria, la rivelazione e il destino nella
partita? Ma un'altra cosa. Il giocatore determina la realta` della partita
man mano, mossa dopo mossa. Prima della mossa la realta` della partita
esiste solo in potenza.
Potremmo dire che il giocatore crea la partita nel
momento stesso in cui la gioca. Ma se si presenta a noi una scacchiera
rigorosamente ordinata, senza che nessun pezzo sia stato mosso dal punto
di partenza, ci sorge alla mente che su quella scacchiera esistono gia`
scritte le partite giocabili proprio come una statua e` gia` nel marmo che
la contiene. Ma se la partita esiste gia` sulla scacchiera il giocatore la
crea realmente oppure diventa vittima della scacchiera e fa il suo gioco?
La scacchiera potrebbe usare il giocatore come mezzo per fondare la sua
ragion d'essere.
Non voglio dilungarmi oltre in queste mie riflessioni. Mi
basti dire che i contadini dello spirito da sempre seminano dogmi ma ogni
qualvolta la terra si inaridisce sempre di nuovo l'aratro del dubbio
portera` fertilita` e ricchezza alla terra della conoscenza. Concludo con
un ultimo quesito. E` mai possibile che vi siano scacchiere all'interno di
altre scacchiere? E che intere partite siano sono una mossa di metapartite
ancor piu` grandi? E` mai possibile che una scacchiera giochi con se`
stessa?
EMANUELE FRANZ UDINE 16/02/04
filosofia
scacchi
franz
| inviato da emanuelefranz il 24/7/2007 alle 13:25 | |
24 luglio 2007
Noetica dell'Amore

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EMANUELE FRANZ
NOETICA DELL'AMORE Dialogo
filosofico nell'antica Atlantide Prefazione di Jan Bednarich
F.to 14x21, pp. 72, Euro 9,00 (Ed. 11/2005) Cod. ISBN
88-8185-826-6 |
…"Ontologicamente un individuo diviene un
altro individuo con l’amore; amare una persona significa essere quella
persona. Questo amore non è un atto della mente e non deve presupporre
conoscenza alcuna, come spiegavo prima. L’amore è oblio; l’Essere intero,
che si manifesta nella molteplicità della vita, non conosce, il mondo e le
cose non conoscono ma sono. L’intellettualizzazione del mondo, e qualsiasi
pretesa conoscenza, divengono stasi; la vita è movimento, contraddizione,
e l’amore è la vita stessa e la vita è ciò che di più antitetico al sapere
possa darsi, per questo il vero amore è oblio e silenzio". Anche il
conoscere, dunque, dimora nella semplicità del fare: "La vera conoscenza,
conseguentemente, è atto, azione, poiché appunto permette di carpire
noeticamente l’essenza nella presenza"... …La mitica
Atlantide, terra perduta sospesa in un’onirica realtà al di là dei confini
del mondo, è la cornice di un viaggio iniziatico che ha per prologo un
naufragio… Jan
Bednarich
EMANUELE FRANZ è nato a Gemona del
Friuli il 14/08/1981 e risiede a Moggio Udinese
(UD). Precedenti pubblicazioni: Noumenologia,
Bastogi Editrice Italiana, luglio 2004.
Mail: em_franz@yahoo.it
Filosofia
Amore
Atlandide
Franz
| inviato da emanuelefranz il 24/7/2007 alle 13:20 | |
24 luglio 2007
Noumenologia
e-mail: bastogi@tiscali.it EMANUELE FRANZ
NOUMENOLOGIA Prefazione di
Alessio Screm
F.to 14x21, pp. 80, Euro 9,00 (Ed. 07/2004) Cod. ISBN
88-8185-675-1
IL TESTO E L'AUTORE
L’Essere e
il Pensiero, il Divenire e la Memoria, l’Etica, l’Arte e la Coscienza
storica di sé nell’Evoluzione; l’Identità, il Nómos. Ci si rinnova
nel prospetto di una Logica dell’avvenire, di un’Extralogica capace di
eludere il falso e il vero. Antichi termini acquistano nuovi significati,
nuovi termini coniano antichi significati: "L’uomo si rende creatore
tramite il linguaggio, la sua forza è il pensiero. Spezzare vecchi
linguaggi e creare nuovi linguaggi, questo è creare mondi."(...)
Una volta approdati al Puro Pensiero causa ed effetto vengono a
coincidere, l’ebbrezza di Dioniso e il sogno di Apollo identificano la
medesima condizione, soggetto e oggetto sono ora la stessa cosa.
(...) "Prometeo per i Greci ha rubato dal cielo la scintilla
incendiaria del genio" scrive Herder; il Titano ha macchinato persino
l’inganno per insegnare la Perfezione, ed ora è incatenato ad una rupe e
ogni giorno un’aquila gli mangia il fegato che durante la notte
ricresce(...) Dalla prefazione di Alessio Screm
EMANUELE
FRANZ è nato a Gemona del Friuli il 14 agosto 1981. Vive a
Moggio Udinese. Questa è la sua prima
pubblicazione.
Filosofia
Noumenologia
Franz
| inviato da emanuelefranz il 24/7/2007 alle 13:12 | |
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